12 SETTEMBRE 2001
DINO IGNACIO, STUDENTE LICEALE FILIPPINO-AMERICANO CREA UN COLLAGE CON PHOTOSHOP
CULTURA DELL’INCERTEZZA
l’incertezza epistemologica deriva dalla presenza di una serie di elementi importanti:
problemi ambientali degli ultimi decenni
sviluppo economico
rapporto ambivalente ricchezza/problema
rapporto società/individuo
confusione fra sostenibilità e desiderabilità
ALCUNI MONITI DI ERNST JUNGER
«Gli incidenti non possono essere evitati, giacchè non emergono da carenze della tecnica, bensì dallo stile di pensiero e dal modo di volere che segnano un’epoca...il sacrifico è considerato solo superficialmente, là dove ha un ruolo il fallimento dell’individuo e dei suoi mezzi. Nel profondo...viene accettato. Si riconosce che le vittime sono necessarie»
«Per noi gli incidenti, non sono altro che una delle zone cieche nella percezione del dolore»
(Al muro del tempo, 1959)
“Il Ribelle deve possedere due qualità. Non si lascia imporre la legge da nessuna forma di potere superiore né con i mezzi della propaganda né con la forza. Il Ribelle inoltre è molto determinato a difendersi non soltanto usando tecniche e idee del suo tempo, ma anche mantenendo vivo il contatto con quei poteri che, superiori alle forze temporali, non si esauriscono mai in puro movimento.”
Dal Trattato del ribelle, 1951
“Il Ribelle è il singolo, l'uomo concreto che agisce nel caso concreto. Per sapere che cosa sia giusto, non gli servono teorie, né leggi escogitate da qualche giurista di partito. Il Ribelle attinge alle fonti della moralità ancora non disperse nei canali delle istituzioni. Qui, purché in lui sopravviva qualche purezza, tutto diventa semplice.”
“Uomini e popoli o si dimostrano all’altezza dei tempi o da essi vengono rovinati.”
LA POSIZIONE “BACON”
Per Bacone, uno dei padri della scienza moderna, "sapere è potere". Per lui, quindi, conoscere la natura, svelare i suoi ingranaggi, vuol dire avere il dominio su di lei e la possibilità di sfruttarla a proprio vantaggio. La natura è materia meccanica, una "cosa", un oggetto nelle mani dell'uomo.
Secondo l'"instauratio magna", ossia il dominio dell'uomo sulla natura, Bacone crede in un mondo in costante progresso guidato dalla scienza al servizio dell'uomo e dalla conquista tecnologica della natura. Una natura che non ha valore morale diventa macchina da sperimentare senza limiti, a vantaggio della specie umana.
In una prospettiva antropocentrica e non biocentrica, che coinvolge anche Bacone, soltanto l'uomo, in quanto essere razionale, è soggetto di diritto. Il diritto deve regolare il rapporto tra gli uomini e non riguarda la natura. Gli altri esseri viventi possono avere diritti, forme di riconoscimento e di tutela, ma è l'uomo che deve riconoscerglieli e stabilirli
LA POSIZIONE “GOETHE”
Goethe paragona la natura a un'opera d'arte che va esplorata attraversandone la bellezza, non la conoscenza dei suoi meccanismi. E proprio come un essere vivente si sottrae alla volontà di chi vuole sottometterla. È più di un oggetto, possiede equilibri propri che possono essere imitati dall'uomo, ma non alterati.
Per il pensiero romantico, la natura è la sconfinata dimora, l'habitat, la casa in cui l'uomo viene ospitato insieme agli altri esseri viventi. Un concetto contenuto nella stessa parola ecologia che dal greco oikos significa appunto casa. Ed essendo ospite, coinquilino, l'uomo deve essere responsabile per garantire futuro alle generazioni future.
Se è vivente e animata al pari dell'uomo, allora la natura ha diritti al pari dell'uomo. Oggi si discute di "etica degli animali". Peter Singer sostiene che l'etica non riguarda soltanto gli uomini, ma tutti gli esseri capaci di provare dolore e piacere.
LA POSIZIONE “BATESON”
Noi siamo dipendenti da ciò che ci circonda. L'etica ambientale si colloca dunque oltre lo spazio (la nostra “tribù), oltre il tempo (i nostri figli), oltre la specie (la razza umana)
(Gregory Bateson,1976).
La sostenibilità è spesso descritta come il trittico della giustizia sociale, integrità ecologica benessere economico.
Tuttavia, si può preferire una interpretazione alternativa che punta al trittico della biodiversit diversità culturale e benessere umano.
Una delle caratteristiche fondamentalmente innovative del concetto di sostenibilità è che richiam tutta una serie di apparentemente paradossali riconciliazioni:
riconciliazione di normative e finora presumibilmente scienze "positive",
riconciliazione dell'economia con l'ecologia,
riconciliazione di materia e cultura (ovvero società, tecnologia e ambiente),
e riconciliazione dei bisogni delle generazioni presenti in tutto il pianeta e le esigenze dell generazioni future.
La sostenibilità è un concetto abbastanza giovane, in quest’epoca di ipercomplessità, dove sfide della globalizzazione degli scambi economici oltre che culturali ha alimentato crisi ecologiche e sociali.
Affrontare questa complessità implica un approccio di sistemi, cioè antroposistemi all'interno degli ecosistemi, su scale spaziali dal locale al planetario e attraverso scale temporali dal breve al lunghissimo termine.
La mancata considerazione anche della dimensione culturale della sostenibilità
rivela l'incapacità di portare alla luce il paradigmatico cambio di valore necessario per costruire una nuova politica e la ricerca di quelle che gli autori come Kagan chiamano «culture di sostenibilità»
GESTIONI DISSONANTI DEL TERRITORIO
Ecco la Pera ‘d la Spina di Reano, quasi sommersa dalla vegetazione
Recentemente liberata
“ABBIAMO BISOGNO DI UNA POPOLAZIONE E DI UOMINI POLITICI CONSAPEVOLI DEL FATTO CHE TUTTE LE DECISIONI HANNO UNA COMPONENTE BIOLOGICA”
(THOMAS E. LOVEJOY, BIOLOGO)
La Politica nasce nella Polis da un Oikos esterno immutabile ed un Oikos sociale ingiusto per la presenza di schiavi
Quindi innanzi tutto un problema di conquista della Sostenibilità sociale che ha condotto alla Democrazia/diritti -Poi l’Oikos trasformato dall’uomo ha posto il problema della Sostenibilità ambientale
La nuova Politica non può che essere ECOPOLITICA, ovvero
ECOPOLITICA SOCIALE ed AMBIENTALE insieme -Ma l’Ecopol. Ambientale condiziona quella Sociale Infatti i diritti e la democrazia che ne è la casa, sono minacciati quando p.es. una risorsa è inquinata o consumata. (Gianfranco Salotti)
Porkypine: «Ah, Pogo. La bellezza della foresta primordiale mi prende al cuore»
Pogo: «Mi prende ai piedi, Porkypine»
Porky: «è difficile camminare su questa roba»
Pogo: «Yep, figlio mio. Abbiamo incontrato il nemico e...siamo noi»
Nel 1962, sulla rivista New Worlds, James Ballard pubblicò Which Way to Inner Space (Come si arriva
allo spazio interiore?), il manifesto fondativo di quella New Wave della science fiction che diventerà la prima dichiarata rivoluzione del genere: dall’esplorazione degli spazi siderali immaginari a quella degli spazi interiori, altrettanto profondi e sconosciuti, segnando i primi sussulti “eversivi”di un ambiente paludato e conservatore.
Era la fine del sogno, dell’utopia, per entrare in un mondo distopico ed eterotopico.
AMBIENTE? QUALE AMBIENTE?
AMBIENTE DI RELAZIONI
Alcune trasformazioni prodotte dalla crisi :
un forte processo di ridefinizione istituzionale
una riduzione costante delle risorse a disposizione della Pubblica Amministrazione, dal livello statale al sistema degli enti locali, così come nei diversi settori in cui essa si articola; la conseguente rimodulazione della spesa pubblica e, quindi, dei modelli organizzativi ed operativi dei diversi settori di intervento pubblico (scuola, welfare, ricerca, ...)
uno stato di disagio, se non di vera e propria sofferenza, che investe cittadini ed operatori per la messa in discussione di modalità operative consolidate, che si accompagna alla difficoltà di ciascuno ad immaginare ruoli e modalità innovativi per sé e per la propria organizzazione (e questo vale per la scuola, gli enti locali, come per chi opera nell’educazione ambientale o in altri ambiti).
AVVERTENZA (SCRITTA APPENA IERI)
Jonathan Swift, 18° secolo, Inghilterra: “i bruti conoscono i limiti dei loro talenti”
La definizione di sviluppo sostenibile del Rapporto della Commissione Mondiale per l’ambiente e lo sviluppo
“Per sviluppo sostenibile si intende uno sviluppo che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri. Esso implica due concetti chiave: il concetto di bisogni, in particolare i bisogni essenziali dei poveri della terra, ai quali va data assoluta priorità nella scelta delle politiche da adottare ed il riconoscimento delle limitazioni imposte dallo stato della tecnologia e dall’organizzazione sociale alla capacità ambientale di soddisfare esigenze presenti e future”
Questioni da tenere presente
l’esigenza di superare gli stretti confini della propria «casa» ----- globalizzazione
la necessità di cercare di comprendere i rapporti tra ciò che pensiamo e viviamo nel presente con ciò che accadrà nel futuro ----- capacità di futuro
Giustizia tra le generazioni
“L’accesso ai beni e servizi da cui dipende la qualità della vita, la possibilità di sviluppo di capacità intellettuali, morali e relazionali sono i tipi principali di opportunità che la generazione presente è oggi in grado di ridurre a quella futura mediante il degrado ambientale, manipolazioni genetiche incaute, la riduzione e dequalificazione massiva del lavoro socialmente necessario e altri mezzi, il deperimento di molti beni culturali e materiali”
Tratto da Scamuzzi S., Modelli di equità, Il mulino, Bologna, 1990.
Giustizia tra le generazioni
“Tutte le azioni che modificano irreversibilmente l’ambiente naturale hanno conseguenze sulle future generazioni, disegualitarie se riducono qualche dimensione della qualità della vita.”
Ad esempio: la riduzione dell’ozono atmosferico od lo spreco delle risorse non rinnovabili, o l’immissione di scorie radioattive nell’ambiente sono elementi di riduzione delle opportunità per le generazioni future.
Giustizia tra le generazioni
“Tutte le azioni che hanno a che fare con la riproduzione culturale di una popolazione in un sistema sociale investono direttamente il rapporto tra generazioni, in particolare le più vicine, e creano differenze nel loro possibile benessere e dignità, a seconda delle ipotesi di dotazione di risorse a loro disponibili.”
Ad esempio: le generazioni future avranno agenti di socializzazione (la scuola, le politiche giovanili) meno efficaci rispetto al passato come indicato anche da fenomeni come l’analfabetismo di ritorno.
Insostenibilità
Insostenibilità: A questa parola possiamo infatti ricondurre tutti i problemi di tipo ambientale, culturale e sociale: i problemi legati allo smaltimento dei rifiuti, all'inquinamento, alla mobilità, all'uso e accesso alle risorse, all’esclusione sociale, ai conflitti locali e globali, ecc.
Insostenibilità significa l’insieme di questi problemi nella vita quotidiana di ciascuno di noi. La solitudine e il senso di impotenza di fronte alle difficoltà, il futuro avvertito sempre più come minaccia piuttosto che come orizzonte di speranza e cambiamento, la sfiducia nella politica come capace di risolvere problemi, di garantire i diritti e la giustizia per tutti.
Individualismo e bene comune
In un’epoca in cui domina un prepotente individualismo, in cui gli obiettivi delle azioni sono per lo più dettati da atteggiamenti e interessi privati (di persone, gruppi, organizzazioni ecc.), non ci si percepisce, e non si vive, come una comunità di persone che insieme pensano e agiscono per il bene comune, per una migliore qualità della vita e della convivenza
Cambiamenti
Ciò che oggi si definisce “problema ambientale” deve la sua complessità al fatto che servono mutamenti culturali e assunzione dei problemi da parte delle persone che concorrono a generarli.
Le persone accettano di introdurre dei cambiamenti nelle loro abitudini e nei loro modi di pensare se riconoscono un valore, dei vantaggi nel farlo, se condividono che certi modi di agire sono problematici anche per sé.
Non sono sufficienti dunque esortazioni a cambiare: servono contesti e percorsi in cui le persone ne possano avvertire necessità e vantaggi.
Legame sociale
Dobbiamo occuparci del “legame” tra le persone e tra queste e i loro ambienti per ricercare condizioni di convivenza più sostenibili.
Lavorare per una ricostruzione di un legame sociale tra le persone.
La comune appartenenza, la comune percezione dei valori di una società, dei fini comuni lega le persone, porta a stabilire quelle norme alle quali vincolare la loro azione e ad affrontare problematiche comuni agli ambienti di vita.
SCRITTA ANCH’ESSA APPENA IERI
Honoré de Balzac, 19° secolo, Francia:
“C’è una sola macchina gigantesca, manovrata da pigmei, ed è la burocrazia”
COSA NE PENSA MUMFORD JONES
“La nostra è un’età che va orgogliosa delle macchine che pensano e diffida degli uomini che si sforzano di farlo”
LIPPMANN
“Laddove tutti la pensano allo stesso modo, non vi è nessuno che pensi sul serio”
LEGGE DI ALEXANDER POPE
Gli stolti cadono laddove gli angeli temono di metter piede
Tutto il piacere della ragione, tutte le gioie dei sensi si racchiudono in queste parole: salute, pace, competenza
CREARE DECISIONALITÀ
Occorre vedersi in modo positivo, come professionisti capaci e come persone portatrici di esperienza, dunque agire in maniera personale pur entro i limiti del lavoro: essere quello che si è, l’”eroe di sé stessi”
TOTALITA’
Ogni parte di un sistema è in rapporto tale con le parti che lo costituiscono che qualunque cambiamento di una di esse causa un cambiamento in tutte le parti e in tutto il sistema. Ciò si può esprimere anche con il principio di causalità circolare.
CAUSALITÀ CIRCOLARE
In un sistema esistono singole parti interagenti e interrelate in modo tale che il cambiamento di una influenza il sistema nel suo complesso. Già Ippocrate diceva: “tutte le parti dell’organismo formano un cerchio. Perciò ogni parte è sia il principio che la fine”. Da qui la cibernetica chiarisce il concetto di “causalità circolare”, secondo cui un dato comportamento- informazione-comunicazione è al tempo stesso stimolo e risposta.
NON SOMMATIVITÀ
Un sistema umano non si può far coincidere con la semplice somma delle sue parti.
Il tutto (sistema) è maggiore della somma delle parti: esso è caratterizzato soprattutto dalla sua organizzazione, dal modo in cui le componenti sono in relazione tra loro.
EQUIFINALITA’
In un sistema circolare e autoregolantesi i «risultati» non sono determinati tanto dalle condizioni iniziali quanto dalla natura del processo o dai parametri del sistema. Secondo il principio di equifinalità gli stessi risultati possono avere origini diverse.
L’equifinalità si riferisce, contro la tesi classica secondo cui condizioni iniziali simili conducono a simili effetti, alla possibilità di raggiungere uno stesso stadio finale percorrendo vie differenti.
GRAZIE PER L’ATTENZIONE
Marco Bertone
marcobertone4@gmail.com
Go to page