QUESTIONI AMBIENTALI

12 SETTEMBRE 2001 DINO IGNACIO, STUDENTE LICEALE FILIPPINO-AMERICANO CREA UN COLLAGE CON PHOTOSHOP CULTURA DELL’INCERTEZZA l’incertezza epistemologica deriva dalla presenza di una serie di elementi importanti: problemi ambientali degli ultimi decenni sviluppo economico rapporto ambivalente ricchezza/problema rapporto società/individuo confusione fra sostenibilità e desiderabilità ALCUNI MONITI DI ERNST JUNGER «Gli incidenti non possono essere evitati, giacchè non emergono da carenze della tecnica, bensì dallo stile di pensiero e dal modo di volere che segnano un’epoca...il sacrifico è considerato solo superficialmente, là dove ha un ruolo il fallimento dell’individuo e dei suoi mezzi. Nel profondo...viene accettato. Si riconosce che le vittime sono necessarie» «Per noi gli incidenti, non sono altro che una delle zone cieche nella percezione del dolore» (Al muro del tempo, 1959) “Il Ribelle deve possedere due qualità. Non si lascia imporre la legge da nessuna forma di potere superiore né con i mezzi della propaganda né con la forza. Il Ribelle inoltre è molto determinato a difendersi non soltanto usando tecniche e idee del suo tempo, ma anche mantenendo vivo il contatto con quei poteri che, superiori alle forze temporali, non si esauriscono mai in puro movimento.” Dal Trattato del ribelle, 1951 “Il Ribelle è il singolo, l'uomo concreto che agisce nel caso concreto. Per sapere che cosa sia giusto, non gli servono teorie, né leggi escogitate da qualche giurista di partito. Il Ribelle attinge alle fonti della moralità ancora non disperse nei canali delle istituzioni. Qui, purché in lui sopravviva qualche purezza, tutto diventa semplice.” “Uomini e popoli o si dimostrano all’altezza dei tempi o da essi vengono rovinati.” LA POSIZIONE “BACON” Per Bacone, uno dei padri della scienza moderna, "sapere è potere". Per lui, quindi, conoscere la natura, svelare i suoi ingranaggi, vuol dire avere il dominio su di lei e la possibilità di sfruttarla a proprio vantaggio. La natura è materia meccanica, una "cosa", un oggetto nelle mani dell'uomo. Secondo l'"instauratio magna", ossia il dominio dell'uomo sulla natura, Bacone crede in un mondo in costante progresso guidato dalla scienza al servizio dell'uomo e dalla conquista tecnologica della natura. Una natura che non ha valore morale diventa macchina da sperimentare senza limiti, a vantaggio della specie umana. In una prospettiva antropocentrica e non biocentrica, che coinvolge anche Bacone, soltanto l'uomo, in quanto essere razionale, è soggetto di diritto. Il diritto deve regolare il rapporto tra gli uomini e non riguarda la natura. Gli altri esseri viventi possono avere diritti, forme di riconoscimento e di tutela, ma è l'uomo che deve riconoscerglieli e stabilirli LA POSIZIONE “GOETHE” Goethe paragona la natura a un'opera d'arte che va esplorata attraversandone la bellezza, non la conoscenza dei suoi meccanismi. E proprio come un essere vivente si sottrae alla volontà di chi vuole sottometterla. È più di un oggetto, possiede equilibri propri che possono essere imitati dall'uomo, ma non alterati. Per il pensiero romantico, la natura è la sconfinata dimora, l'habitat, la casa in cui l'uomo viene ospitato insieme agli altri esseri viventi. Un concetto contenuto nella stessa parola ecologia che dal greco oikos significa appunto casa. Ed essendo ospite, coinquilino, l'uomo deve essere responsabile per garantire futuro alle generazioni future. Se è vivente e animata al pari dell'uomo, allora la natura ha diritti al pari dell'uomo. Oggi si discute di "etica degli animali". Peter Singer sostiene che l'etica non riguarda soltanto gli uomini, ma tutti gli esseri capaci di provare dolore e piacere. LA POSIZIONE “BATESON” Noi siamo dipendenti da ciò che ci circonda. L'etica ambientale si colloca dunque oltre lo spazio (la nostra “tribù), oltre il tempo (i nostri figli), oltre la specie (la razza umana) (Gregory Bateson,1976). La sostenibilità è spesso descritta come il trittico della giustizia sociale, integrità ecologica benessere economico. Tuttavia, si può preferire una interpretazione alternativa che punta al trittico della biodiversit diversità culturale e benessere umano. Una delle caratteristiche fondamentalmente innovative del concetto di sostenibilità è che richiam tutta una serie di apparentemente paradossali riconciliazioni: riconciliazione di normative e finora presumibilmente scienze "positive", riconciliazione dell'economia con l'ecologia, riconciliazione di materia e cultura (ovvero società, tecnologia e ambiente), e riconciliazione dei bisogni delle generazioni presenti in tutto il pianeta e le esigenze dell generazioni future. La sostenibilità è un concetto abbastanza giovane, in quest’epoca di ipercomplessità, dove sfide della globalizzazione degli scambi economici oltre che culturali ha alimentato crisi ecologiche e sociali. Affrontare questa complessità implica un approccio di sistemi, cioè antroposistemi all'interno degli ecosistemi, su scale spaziali dal locale al planetario e attraverso scale temporali dal breve al lunghissimo termine. La mancata considerazione anche della dimensione culturale della sostenibilità rivela l'incapacità di portare alla luce il paradigmatico cambio di valore necessario per costruire una nuova politica e la ricerca di quelle che gli autori come Kagan chiamano «culture di sostenibilità» GESTIONI DISSONANTI DEL TERRITORIO Ecco la Pera ‘d la Spina di Reano, quasi sommersa dalla vegetazione Recentemente liberata “ABBIAMO BISOGNO DI UNA POPOLAZIONE E DI UOMINI POLITICI CONSAPEVOLI DEL FATTO CHE TUTTE LE DECISIONI HANNO UNA COMPONENTE BIOLOGICA” (THOMAS E. LOVEJOY, BIOLOGO) La Politica nasce nella Polis da un Oikos esterno immutabile ed un Oikos sociale ingiusto per la presenza di schiavi Quindi innanzi tutto un problema di conquista della Sostenibilità sociale che ha condotto alla Democrazia/diritti -Poi l’Oikos trasformato dall’uomo ha posto il problema della Sostenibilità ambientale La nuova Politica non può che essere ECOPOLITICA, ovvero ECOPOLITICA SOCIALE ed AMBIENTALE insieme -Ma l’Ecopol. Ambientale condiziona quella Sociale Infatti i diritti e la democrazia che ne è la casa, sono minacciati quando p.es. una risorsa è inquinata o consumata. (Gianfranco Salotti) Porkypine: «Ah, Pogo. La bellezza della foresta primordiale mi prende al cuore» Pogo: «Mi prende ai piedi, Porkypine» Porky: «è difficile camminare su questa roba» Pogo: «Yep, figlio mio. Abbiamo incontrato il nemico e...siamo noi» Nel 1962, sulla rivista New Worlds, James Ballard pubblicò Which Way to Inner Space (Come si arriva allo spazio interiore?), il manifesto fondativo di quella New Wave della science fiction che diventerà la prima dichiarata rivoluzione del genere: dall’esplorazione degli spazi siderali immaginari a quella degli spazi interiori, altrettanto profondi e sconosciuti, segnando i primi sussulti “eversivi”di un ambiente paludato e conservatore. Era la fine del sogno, dell’utopia, per entrare in un mondo distopico ed eterotopico. AMBIENTE? QUALE AMBIENTE? AMBIENTE DI RELAZIONI Alcune trasformazioni prodotte dalla crisi : un forte processo di ridefinizione istituzionale una riduzione costante delle risorse a disposizione della Pubblica Amministrazione, dal livello statale al sistema degli enti locali, così come nei diversi settori in cui essa si articola; la conseguente rimodulazione della spesa pubblica e, quindi, dei modelli organizzativi ed operativi dei diversi settori di intervento pubblico (scuola, welfare, ricerca, ...) uno stato di disagio, se non di vera e propria sofferenza, che investe cittadini ed operatori per la messa in discussione di modalità operative consolidate, che si accompagna alla difficoltà di ciascuno ad immaginare ruoli e modalità innovativi per sé e per la propria organizzazione (e questo vale per la scuola, gli enti locali, come per chi opera nell’educazione ambientale o in altri ambiti). AVVERTENZA (SCRITTA APPENA IERI) Jonathan Swift, 18° secolo, Inghilterra: “i bruti conoscono i limiti dei loro talenti” La definizione di sviluppo sostenibile del Rapporto della Commissione Mondiale per l’ambiente e lo sviluppo “Per sviluppo sostenibile si intende uno sviluppo che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri. Esso implica due concetti chiave: il concetto di bisogni, in particolare i bisogni essenziali dei poveri della terra, ai quali va data assoluta priorità nella scelta delle politiche da adottare ed il riconoscimento delle limitazioni imposte dallo stato della tecnologia e dall’organizzazione sociale alla capacità ambientale di soddisfare esigenze presenti e future” Questioni da tenere presente l’esigenza di superare gli stretti confini della propria «casa» ----- globalizzazione la necessità di cercare di comprendere i rapporti tra ciò che pensiamo e viviamo nel presente con ciò che accadrà nel futuro ----- capacità di futuro Giustizia tra le generazioni “L’accesso ai beni e servizi da cui dipende la qualità della vita, la possibilità di sviluppo di capacità intellettuali, morali e relazionali sono i tipi principali di opportunità che la generazione presente è oggi in grado di ridurre a quella futura mediante il degrado ambientale, manipolazioni genetiche incaute, la riduzione e dequalificazione massiva del lavoro socialmente necessario e altri mezzi, il deperimento di molti beni culturali e materiali” Tratto da Scamuzzi S., Modelli di equità, Il mulino, Bologna, 1990. Giustizia tra le generazioni “Tutte le azioni che modificano irreversibilmente l’ambiente naturale hanno conseguenze sulle future generazioni, disegualitarie se riducono qualche dimensione della qualità della vita.” Ad esempio: la riduzione dell’ozono atmosferico od lo spreco delle risorse non rinnovabili, o l’immissione di scorie radioattive nell’ambiente sono elementi di riduzione delle opportunità per le generazioni future. Giustizia tra le generazioni “Tutte le azioni che hanno a che fare con la riproduzione culturale di una popolazione in un sistema sociale investono direttamente il rapporto tra generazioni, in particolare le più vicine, e creano differenze nel loro possibile benessere e dignità, a seconda delle ipotesi di dotazione di risorse a loro disponibili.” Ad esempio: le generazioni future avranno agenti di socializzazione (la scuola, le politiche giovanili) meno efficaci rispetto al passato come indicato anche da fenomeni come l’analfabetismo di ritorno. Insostenibilità Insostenibilità: A questa parola possiamo infatti ricondurre tutti i problemi di tipo ambientale, culturale e sociale: i problemi legati allo smaltimento dei rifiuti, all'inquinamento, alla mobilità, all'uso e accesso alle risorse, all’esclusione sociale, ai conflitti locali e globali, ecc. Insostenibilità significa l’insieme di questi problemi nella vita quotidiana di ciascuno di noi. La solitudine e il senso di impotenza di fronte alle difficoltà, il futuro avvertito sempre più come minaccia piuttosto che come orizzonte di speranza e cambiamento, la sfiducia nella politica come capace di risolvere problemi, di garantire i diritti e la giustizia per tutti. Individualismo e bene comune In un’epoca in cui domina un prepotente individualismo, in cui gli obiettivi delle azioni sono per lo più dettati da atteggiamenti e interessi privati (di persone, gruppi, organizzazioni ecc.), non ci si percepisce, e non si vive, come una comunità di persone che insieme pensano e agiscono per il bene comune, per una migliore qualità della vita e della convivenza Cambiamenti Ciò che oggi si definisce “problema ambientale” deve la sua complessità al fatto che servono mutamenti culturali e assunzione dei problemi da parte delle persone che concorrono a generarli. Le persone accettano di introdurre dei cambiamenti nelle loro abitudini e nei loro modi di pensare se riconoscono un valore, dei vantaggi nel farlo, se condividono che certi modi di agire sono problematici anche per sé. Non sono sufficienti dunque esortazioni a cambiare: servono contesti e percorsi in cui le persone ne possano avvertire necessità e vantaggi. Legame sociale Dobbiamo occuparci del “legame” tra le persone e tra queste e i loro ambienti per ricercare condizioni di convivenza più sostenibili. Lavorare per una ricostruzione di un legame sociale tra le persone. La comune appartenenza, la comune percezione dei valori di una società, dei fini comuni lega le persone, porta a stabilire quelle norme alle quali vincolare la loro azione e ad affrontare problematiche comuni agli ambienti di vita. SCRITTA ANCH’ESSA APPENA IERI Honoré de Balzac, 19° secolo, Francia: “C’è una sola macchina gigantesca, manovrata da pigmei, ed è la burocrazia” COSA NE PENSA MUMFORD JONES “La nostra è un’età che va orgogliosa delle macchine che pensano e diffida degli uomini che si sforzano di farlo” LIPPMANN “Laddove tutti la pensano allo stesso modo, non vi è nessuno che pensi sul serio” LEGGE DI ALEXANDER POPE Gli stolti cadono laddove gli angeli temono di metter piede Tutto il piacere della ragione, tutte le gioie dei sensi si racchiudono in queste parole: salute, pace, competenza CREARE DECISIONALITÀ Occorre vedersi in modo positivo, come professionisti capaci e come persone portatrici di esperienza, dunque agire in maniera personale pur entro i limiti del lavoro: essere quello che si è, l’”eroe di sé stessi” TOTALITA’ Ogni parte di un sistema è in rapporto tale con le parti che lo costituiscono che qualunque cambiamento di una di esse causa un cambiamento in tutte le parti e in tutto il sistema. Ciò si può esprimere anche con il principio di causalità circolare. CAUSALITÀ CIRCOLARE In un sistema esistono singole parti interagenti e interrelate in modo tale che il cambiamento di una influenza il sistema nel suo complesso. Già Ippocrate diceva: “tutte le parti dell’organismo formano un cerchio. Perciò ogni parte è sia il principio che la fine”. Da qui la cibernetica chiarisce il concetto di “causalità circolare”, secondo cui un dato comportamento- informazione-comunicazione è al tempo stesso stimolo e risposta. NON SOMMATIVITÀ Un sistema umano non si può far coincidere con la semplice somma delle sue parti. Il tutto (sistema) è maggiore della somma delle parti: esso è caratterizzato soprattutto dalla sua organizzazione, dal modo in cui le componenti sono in relazione tra loro. EQUIFINALITA’ In un sistema circolare e autoregolantesi i «risultati» non sono determinati tanto dalle condizioni iniziali quanto dalla natura del processo o dai parametri del sistema. Secondo il principio di equifinalità gli stessi risultati possono avere origini diverse. L’equifinalità si riferisce, contro la tesi classica secondo cui condizioni iniziali simili conducono a simili effetti, alla possibilità di raggiungere uno stesso stadio finale percorrendo vie differenti. GRAZIE PER L’ATTENZIONE Marco Bertone marcobertone4@gmail.com

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METODOLOGIE D’AULA

A. LEZIONE La situazione formativa si avvicina molto alla tradizionale relazione accademica tra docente e discente. L'apprendimento consiste nella trasmissione del sapere da parte del docente e nell'attenzione e ascolto da parte del discente. Oggetto di apprendimento sono i contenuti, le informazioni, le nozioni che il docente trasmette attuando una comunicazione sostanzialmente unidirezionale, che vede il discente in un ruolo piuttosto passivo. B. TESTIMONIANZA Una persona è invitata a partecipare e a riferire al gruppo una sua determinata esperienza, un'opinione, un avvenimento che le è accaduto. C. DISCUSSIONE Vi sono diverse tipologie di discussione, tra cui: DIBATTITO Può essere introdotto all'intemo delle lezioni e delle testimonianze per consentire uno scambio più attivo tra docente e allievo. Si invita a porre domande cui il docente o il testimone risponde, incoraggiando anche la discussione di gruppo attraverso stimoli al confronto delle opinioni di tutti i discenti. DISCUSSIONE LIBERA I mèmbri del gruppo discutono tra loro, in genere senza che ci sia un conduttore della riunione, ma con un eventuale coordinatore (che può essere un membro del gruppo stesso). DISCUSSIONE INCROCIATA (carréfour) II gruppo si divide in un certo numero di sottogruppi (determinato dal numero totale di partecipanti). Tutti i sottogruppi discutono sullo stesso argomento per un tempo stabilito e concordato. Poi i gruppi si riuniscono in seduta plenaria per ascoltare le comunicazioni di ciascun sottogruppo. FORUM E' un dibattito che si sviluppa utilizzando il supporto di un audiovisivo (film, trasmissione TV, registrazione, diapositive). DISCUSSIONE PER PUNTI FERMI Si procede come per carrefour, ma il conduttore dell'incontro compie una sintesi centrata sui punti-chiave, le costanti, i concetti più significativi. I partecipanti poi si risuddividono in gruppi diversi da quelli precedenti e rianalizzano il problema alla luce degli elementi evidenziati dalla sintesi. Si procede così finché gli obiettivi si ritengono raggiunti. PHILIPS 6x6 II gruppo viene suddiviso in sottogruppi di 6 persone che discutono è minuti 6 minuti sull'argomento proposto. Quindi ci si ritrova in riunione plenaria ed eventualmente si ripete l'operazione riformando 6 gruppi i cui partecipanti provengono da ciascuno dei 6 gruppi di partenza. Ci può essere un ulteriore passaggio formando per ultimo un gruppo composto dai rappresentanti dei 6 gruppi, mentre tutti gli altri partecipanti, intomo assistono senza parlare. D. ESERCITAZIONI ESERCITAZIONI NOZIONISTICHE Servono a stabilizzare l'apprendimento e contemporaneamente a colmare le eventuali lacune. Si tratta di questionarì o test che toccano gli argomenti oggetto di insegnamento. Possono prevedere risposte aperte, chiuse tipo "Vero o falso" o a scelta multipla. Lo scopo non è la vantazione del livello di conoscenza raggiunto, come può esserio per le verifiche scolastiche; si tratta piuttosto di uno strumento che consente di assicurarsi che tutti i partecipanti abbiano raggiunto il livello auspicabile rispetto a quella situazione. In effetti il questionario, compilato singolarmente dai partecipanti, non viene ritirato dal docente, che invece commenta in plenaria ogni domanda e le possibili alternative di risposta, corrette e non ESERCITAZIONI ADDESTRATIVE Esercizi atti a trasmettere capacità inerenti lo svolgimento operativo di una certa attività, manuale o intellettuale, rìgidamente procedurizzata. ESERCITAZIONI DI PROBLEM SOLVING Problema assegnato ai partecipanti, più o meno vicino alla realtà dei partecipanti, che dovrebbero arrivare alla soluzione applicando correttamente procedure e conoscenze già possedute, oggetto delle lezioni già frequentate o da approfondire. E' consigliabile la modalità del sottogruppo, dopodiché in plenaria, si verifica la qualità dei lavori e si confrontano i differenti percorsi per arrivare alla soluzione. A differenza dei casi, esistono una o più soluzioni corrette predefinite. E. CASI Situazione problematica proposta ai partecipanti, rispetto alla quale, in sottogruppo, essi sono invitati a discutere e a trovare una soluzione. Solitamente si tratta del resoconto di un'esperienza dato in forma scritta, lungo da 2 a 10 pagine. L'obiettivo a cui si mira è lo sviluppo delle capacità di comprendere, analizzare e affrontare in modo razionale situazioni complesse. Nel caso in realtà la soluzione corretta non esiste e comunque non è prevedibile a priori. Per valutare la bontà della soluzione proposta dai partecipanti occorre basarsi sulla coerenza del processo che ha portato alla particolare soluzione, sui dati che sono stati ipotizzati a completamento delle informazioni fomite, alle motivazioni che sottostanno. Questa metodologia richiede un tempo piuttosto cospicuo, tendenzialmente di mezza giornata: occorre tenere presente che oltre al tempo di lavoro dei sottogruppi, è importante la fase successiva di analisi e discussione in plenaria. Rispetto al contenuto e alla modalità di fornire ai partecipanti le informazioni esistono diverse possibilità, che distinguono i tipi di casi possibili. CASO CLASSICO Descrìve situazioni, reali o verosimili, che riguardano aziende o contesti diversi da quello a cui appartengono i partecipanti. Ai discenti si richiede quindi di astrarsi dal proprio contesto e di calarsi e comprendere una realtà differente. Tra i vantaggi vi sono il medesimo livello di partenza di tutti i partecipanti, (i casi aziendali possono favorire coloro che provengono dal reparto "protagonista" della vicenda), e la prevenzioni di eventuali divagazioni "aziendalesi". CASO AZIENDALE O INDUSTRIALE II caso descrìve situazioni della medesima azienda da cui provengono i partecipanti. Si può prendere spunto da fatti realmente accaduti, magari mascherando i protagonisti, o costruito ad hoc. Questo tipo di casi comporta elevato coinvolgimento dei partecipanti, maggiori facilità di comprensione e trasferibilità dell'apprendimento. CASO A PUNTATE O INCIDENT Oltre a raggiungere gli obiettivi specifici del metodo dei casi, consente di focalizzare l'attenzione sulla raccolta delle informazioni. Dopo la presentazione della situazione generale , si lavora per una prima fase in sottogruppi. La prima riunione in plenaria in cui si esamina il lavoro svolto dai sottogruppi, può essere seguito o meno da una razionalizzazione teorica del docente. La seconda parte delle informazioni sul caso può essere predefinita, e quindi indipendente dal lavoro svolto durante la prima fase, e consegnata a tutti i sottogruppi. In alternativa il docente incontra separatamente ciascun sottogruppo e fornisce solo le informazioni che vengono richieste. Dopodiché i sottogruppi procedono il loro lavoro e ci si incontra in plenaria per la discussione conclusiva. AUTOCASO Caso non preparato dal docente, ma dai partecipanti stessi, che lo traggono dalla loro realtà organizzativa. La scelta del caso da discutere, da fase in plenaria o sottogruppo, va effettuata in base a crìterì chiari stabiliti dal docente. Il "narratore" spiega la situazione e risponde alle domande dei partecipanti. L'esame va analizzato e si formulano soluzioni e ipotesi di soluzione. Il docente deve "lavorare in tempo reale", non può prepararsi in anticipo, deve saper affrontare tematiche tipicamente aziendali. L'autocaso solitamente coinvolge in modo più consistente il gruppo; tuttavia occorre tenere presente che la situazione reale può dare luogo alla manifestazione di disturbi relazionali intemi o verso l'organizzazione di appartenenza. F. SIMULAZIONI Tecniche "esperenziali" che favoriscono l'apprendimento attraverso la messa in atto di certi comportamenti reali in una situazione artificiale e protetta. L'ambiente formativo permette di verificare se le scelte comportamentali siano efficaci e quali emozioni comportino. A seconda del grado di strutturazione possiamo individuare diverse tipologie di simulazione. PSICODRAMMA Rappresenta la matrice rispetto alle tecniche di simulazione, e viene utilizzato a scopo terapeutico. I protagonisti sono invitati a recitare e rivivere alcune situazioni particolari della propria esperienza personale. SIMULAZIONI ADDESTRATIVE I partecipanti devono riprodurre comportamenti interpersonali limitati e circoscritti, che richiedono l'esecuzione di una sequenza piuttosto chiusa e definibile di atti. Il fine è di migliorare una procedura piuttosto standard: es.tele fonata a un cliente per ottenere un appuntamento, risposte a una obiezione tipica. ROLEPLAYING E' una simulazione più ricca e libera rispetto alla precedente, in cui ad ognuno dei protagonisti viene chiesto di svolgere un ruolo, tenendo presenti gli obiettivi che si propone di ottenere. A ciascuno viene assegnata una parte, generalmente scritta, che precisa alcune condizioni di contesto. G. TECNICHE CREATIVE Sono assai numerose, e possono essere continuamente arricchite con la fantasia e con l'esperienza, per essere adattate agli scopi e ai destinatarì. Ne ricordiamo alcune: BRAINSTORMING Letteralmente significa "tempesta di cervelli". E' costituito da una prima fase durante la quale tutte le idee prodotte dal gruppo vengono registrate su lavagna o tabellone disordinatamente. Nessuna idea viene rifiutata o scartata. In un secondo momento si procede all'ordinamento e alla classificazione delle idee. E' necessario stabilire prima dei tempi da rispettare per ogni fase. MAPPA MENTALE Serve ad attuare un "inventario" iniziale di concetti, da cui partire per lavorare in modo organico, cogliendo aree tematiche, connessioni, punti da sviluppare... I presenti sono invitati ad esprimere liberamente ciò che associano ad un particolare argomento, il cui titolo (di due/tre parole) viene annotato al centro della lavagna. Ogni contributo viene sintetizzato in parole chiave, e scrìtto a raggiera intomo al tema centrale; se vi sono analogie tra i concetti che emergono essi vengono spazialmente annotati nella stessa zona di foglio, collegandosi tra loro (a grappolo). STRATEGIA DELLA CATASTROFE Serve ad esplicitare i punti deboli e i problemi connessi ad un progetto (o idea, soluzione, esperienza ...) per poterli di conseguenza prevenire attraverso le opportune soluzioni. I presenti sono invitati ad elencare con il maggior pessimismo possibile tutto quanto potrebbe far fallire il progetto (o altro), partendo da frasi tipo "sarà sicuramente un disastro se ..." TECNICHE DI PERCEZIONE E ANALOGICHE Affinano ed arricchiscono la percezione qualitativa di quanto si sta esaminando, attingendo soprattutto all'emisfero destro (visivo, emotivo) per integrare le analisi di tipo logico razionale. Tra esse: il ricorso ai cinque sensi (se fosse un odore.... se lo toccassimo .... se fosse un rumore ...), le metafore e le analogie (un personaggio dei cartoni animati che vi assomiglia...), le associazioni con immagini (creare un poster attraverso un collage, scegliendo insieme da alcune riviste gli elementi significativi). BIBLIOGRAFIA La preparazione psicologica degli insegnanti Guido Petter- La Nuova Italia Imparare ad ascoltare Burley Allen - Franco Angeli Creatività Insieme Ferruccio Cavallin - Città Studi Edizioni L'illusione di sapere Massimo Piattelli Palmarìni - Oscar Mondadori Come parlare in pubblico e convincere gli altri Dale Carnegie - Bompiani Usare il cervello per cambiare Richard Bandler- Casa Editrice Astrolabio La struttura della magia Bandler - Grinder Casa Editrice Astrolabio Professione Formazione a cura di AIF - Franco Angeli

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