GREGORY B ATESON: L’ECOLOGIA DELLA MENTE

Noi siamo dipendenti da ciò che ci circonda. L'etica ambientale si colloca dunque oltre lo spazio (la nostra “tribù), oltre il tempo (i nostri figli), oltre la specie (la razza umana) (Gregory Bateson,1976).

La sostenibilità è spesso descritta come il trittico della giustizia sociale, integrità ecologica e benessere economico. Tuttavia, si può preferire una interpretazione alternativa che punta al trittico della biodiversità, diversità culturale e benessere umano.

Una delle caratteristiche fondamentalmente innovative del concetto di sostenibilità è che richiama tutta una serie di apparentemente paradossali riconciliazioni:
riconciliazione di normative e finora presumibilmente scienze "positive",
riconciliazione dell'economia con l'ecologia,
riconciliazione di materia e cultura (ovvero società, tecnologia e ambiente),
e riconciliazione dei bisogni delle generazioni presenti in tutto il pianeta e le esigenze delle generazioni future.

 

La sostenibilità è un concetto abbastanza giovane, in quest’epoca di ipercomplessità, dove
sfide della globalizzazione degli scambi economici oltre che culturali ha alimentato crisi ecologiche e sociali.

Affrontare questa complessità implica un approccio di sistemi, cioè antroposistemi all'interno degli ecosistemi, su scale spaziali dal locale al planetario e attraverso scale temporali dal breve al lunghissimo termine.

 

Un cambiamento culturale

La questione di un possibile cambiamento di mentalità globale emerge dalle attuali e future sfide poste dall'introduzione del processo di ricerca della 'sostenibilità’ oltre la moda attuale «green» nei discorsi pubblici e nelle politiche in tutto il mondo, in cui assistiamo all’abuso dell’aggettivo 'sostenibile' per tutti gli scopi strategici, la ricerca della sostenibilità rafforza le crescenti preoccupazioni circa il percorso di civiltà.

 

La mancata considerazione anche della dimensione culturale della sostenibilità
rivela l'incapacità di portare alla luce il paradigmatico cambio di valore necessario per costruire una nuova politica e la ricerca di quelle che gli autori come Kagan, che segue una linea tracciata come vedremo da Bateson, chiamano «culture di sostenibilità»

 

Resilienza

La resilienza si riferisce alla capacità di adattarsi al cambiamento "dall'esterno". Il termine è usato in ecologia, riferendosi ai limiti della capacità di un sistema di essere turbato; una volta raggiunti i limiti, il sistema crolla o trova un file
nuovo stato di equilibrio (Walker et al., 2006, citato in Haley [10, p. 204]).

Come notato dall'artista ecologico David Haley, “la capacità di resistere ai disturbi non è solo una questione di quanto a lungo possa essere mantenuto lo status quo, ma come potremmo evolverci per abitare in questo nuovo mondo ”.
La resilienza richiede la conservazione della diversità: come indicava fra le righe il grande storico Jared Diamond, le società possono esistere solo finché la diversità è preservata.

Meno diversità in un sistema sociale e / o ecologico significa una minore resilienza.

 

La "legge della varietà richiesta" cibernetica

Joël de Rosnay:
“Più un sistema è complesso, più complesso deve essere il suo sistema di controllo
al fine di fornire una "risposta" ai molteplici disturbi prodotti dall’ambiente. Questa è la legge della varietà richiesta proposta da Ross Ashby nel 1956. Questa legge molto generale afferma [...] che la regolazione di un sistema è efficiente solo quando dipende da un sistema di controlli complesso come il sistema stesso. In altre parole, le azioni di controllo devono avere una varietà uguale alla varietà del sistema. In ecologia, ad esempio, è la varietà di specie, il numero di nicchie ecologiche, abbondanza di interazioni tra le specie e tra comunità e ambiente che garantiscono la stabilità e continuazione della comunità. La varietà consente una più ampia gamma di risposte a potenziali forme di aggressione dall'ambiente».

 

È dunque necessario riscoprire ciò che ci lega a tutto ciò che ci è necessario per vivere, agli ambienti naturali, agli eco-sistemi; agli eco-socio- ...- sistemi [come dice Morin siamo 100 % natura e 100 % cultura]; ai sistemi tecnologici.

Si chiedeva Bateson nel suo “Verso un’Ecologia della Mente”:
«Quale struttura connette il granchio con l’aragosta, l’orchidea con la primula e tutti e quattro con me? E me con voi? E tutti e sei noi con l’ameba e con lo schizofrenico all’altra? Infrangete la struttura che connette gli elementi di ciò che si apprende
e distruggerete necessariamente ogni qualità. La struttura che connette. Perché le scuole non insegnano nulla su questo argomento?» [Gregory Bateson, 1977].

 

Verso un’ecologia della Mente

“Desidero esprimere la mia convinzione che certi fatti come la simmetria bilaterale di un animale, la disposizione strutturata delle foglie in una pianta, l'amplificazione progressiva della corsa agli armamenti, le pratiche del corteggiamento, la natura del gioco, la grammatica di una frase, il mistero dell'evoluzione biologica, e la crisi in cui oggi si trovano i rapporti tra l'uomo e l'ambiente, possano essere compresi solo in termini di un'ecologia delle idee così come io la propongo” (Verso un’ecologia della Mente)

 

BIOGRAFIA

Gregory Bateson, figlio del famoso genetista William Bateson è nato a Grantchester il 9 maggio 1904, morto a San Francisco il 4 luglio 1980. Dalla moglie, la grande antropologa americana Margaret Mead, nel1939 ebbe una figlia, Mary Catherine Bateson, scrittrice e antropologa.

Gregory Bateson biologo

Durante i suoi studi a Cambridge, dopo la laurea in Biologia abbandonò le scienze naturali e si dedicò all'antropologia e etnologia nella medesima facoltà. Fu allievo ad Oxford di Alfred Reginald Radcliffe-Browne e a Londra di Malinowski.

Bateson antropologo

Impegnato anche nelle prime documentazioni video dei costumi delle popolazioni osservate in antropologia, di cui con la Mead è stato pionere , Bateson è stato un antropologo, sociologo e psicologo, il cui lavoro ha toccato anche molti altri campi come la semiotica, la linguistica la cibernetica contribuendo a formalizzare molti fondamenti delle discipline o a sistematizzarli.

 

Bateson filosofo

Per i suoi seguaci accaniti (ce ne sono in Italia, anche) Bateson è stato un filosofo, nel senso "classico" del termine, per la sua capacità di passare da un campo all'altro dello scibile umano creando sintesi assolutamente originali che spesso sono state descritte come olistiche.

 

L’approdo a «Naven»

Nel periodo che va dall’inizio del secolo fino alla seconda guerra mondiale si passa piano piano dalla credenza che i disturbi mentali fossero di natura organica ed ereditaria ad una fede nelle cause ambientali.
Per la psichiatria, l’idea ambientalista è influenzata in parte dalla psicoanalisi, in parte da fattori sociali.
Vengono messi in discussione i fondamenti biologici e instintuali che tutti gli autori medici e psicologi da Freud a Watson, postulavano come radici del comportamento umano (ad es. l’idea di femminile e maschile in Mead,1934).
L’idea nuova che sta emergendo è che molti comportamenti umani cambino al cambiare delle culture.
 

 

Circolarità

Bateson inizia a concepire il rapporto fra società e individuo in maniera circolare e reciproca, mentre cresce in lui l’interesse per il modo in cui si organizzano le differenti dinamiche fra gruppi all’interno della società.
«Naven»

Durante gli anni trenta, mentre studiava gli Iatmul della Nuova Guinea, Bateson si soffermò particolarmente sull'importanza del rituale chiamato naven, una particolare celebrazione che avveniva in momenti considerati importanti per la vita di un individuo: per l'occasione i familiari del festeggiato si travestivano con gli abiti del sesso opposto. Ed è in questo modo che insorge il concetto cruciale di «Schismogenesi», nel tentativo di dare unità a diversi approcci interpretativi, di trovare la ragione strutturale e funzionale dell'aspetto emotivo.
È un processo di differenziazione che porta uomini e donne a definirsi per contrasto gli uni verso le altre nei rispettivi. Essa "risulta da un insieme di interazioni cumulative tra individui", e questi si formano in conseguenza "delle reazioni di certi individui alle reazioni di altri individui".

[Schismogenesi - Dal greco antico skhisma (divisione) e genesis (nascita, creazione), è una definizione coniata negli anni trenta da Gregory Bateson]

 

Simmetria e complementarietà

Quindi Bateson ipotizza che i comportamenti simmetrici di rivalità e complementari di sottomissione non siano casualmente di segno opposto nel mantenere l'equilibrio tra laua e wau, ma siano una risposta adattiva alla necessità di stabilità:
il laua con l'impresa compie un atto simmetrico e il wua invece di rispondere simmetricamente fa un gesto di esagerata sottomissione, una caricatura di un atto complementare.
Gli individui sono stati socialmente addestrati ad attivare processi che salvino l'integrazione quando rischia di essere compromessa.

 

Bateson verso la psicologia

Nella riedizione del 1958 Bateson inserisce un secondo epilogo dopo quello presente nell'edizione originale. In esso, Bateson affronta il problema dell'esito dei processi di schismogenesi, che a rigore dovrebbero portare alla distruzione della società, mentre in realtà il cambiamento progressivo viene controbilanciato e si verificano situazioni stabili.

 

Bateson al Mental Research Institute

A partire dal 1939, Bateson a causa della guerra, si trasferì negli Stati Uniti dove in breve tempo divenne l'ispiratore dei lavori del Mental Research Institute di Palo Alto in California (conosciuta in seguito come Scuola di Palo Alto).
Bateson rivoluzionò l'approccio alla malattia mentale e creò nuovi strumenti psicoterapeutici completamente alternativi alla psicoanalisi tradizionale, che si occupava principalmente del campo delle nevrosi e quindi disgiunta dall'area delle psicosi e dei più gravi disturbi di personalità (inclusi i vari tipi di dipendenza, soprattutto alcolismo).

Tra alcuni importanti contributi, che poi altri studiosi come Paul Watzlawick, Don Jackson e Jay Haley ripresero rendendoli operativi a livello di strategie terapeutiche fu lo studio della schismogenesi (prima a livello antropologico e poi a livello psicologico).

 

Bateson e la Macy Foundation

La cibernetica nasce e si sviluppa verso il1946, quando la Macy Foundation chiama a raccolta, a New York, alcuni geniali pensatori 

in diversi campi:

  • John VON NEUMANN, inventore del computer digitale e studioso di logica delle macchine;

  • Warren McCULLOCH, neuropsichiatria;

  • Gregory BATESON;

  • Claude SHANNON, ingegnere autore della teoria dell’informazione;

  • Norbert WIENER, matematico inventore di quella branca della fisica matematica che si occupa dei processi stocastici e considerato il fondatore della cibernetica

 

Bateson e il Deuteroapprendimento

È all’interno degli studi cibernetici che Bateson approfondì l’analisi pratica dei vari livelli dell'apprendimento, con particolare enfasi sul concetto di deutero- apprendimento o "apprendimento ad apprendere" (l'acquisizione di pattern e strutture cognitive attraverso l'esperienza).

 

  

Bateson e il concetto di «Mente»

Continuando ad analizzare fenomeni come il limguaggio sia degli umani che dia ltre specie, Bateson arriva ad una 

concezione originale del concetto di "mente" riconoscendo, e studiando, la tendenza dei sistemi di interazione a costruirsi come sistemi mentali sovraindividuali

infatti, per Bateson la «mente» ha la funzione di decodificare, ovvero tradurre, le informazioni provenienti dall’esterno. «È chiaro che la mente non contiene né oggetti né eventi – né maiali, né palme, né madri – ma contiene soltanto trasformate, percezioni, immagini, eccetera, insieme con certe regole per generare queste trasformate, percezioni, eccetera»

 

Metacomunicazione

Le regole della comunicazione sono in larga misura inconsce, quindi obbediscono al processo primario.

Per poter operare, la mente necessita di un inquadramento, di una cornice, che la informi su come devono essere intesi i messaggi, ad esempio se in senso letterale o metaforico, 

reale o fantastico, veritiero o simulato, ecc.
Questo inquadramento è fornito dai messaggi metacomunicativi.

Una gamma o insieme di questi livelli più astratti comprende quei messaggi espliciti o impliciti in cui l’oggetto del discorso è il linguaggio;
li chiameremo metalinguistici (per esempio: “il suono vocale ‘gatto’ sta per qualunque membro di una classe di oggetti così e così”, oppure “la parola ‘gatto’ non ha pelo e non graffia”).

L’altro insieme di livelli di astrazione sarà da noi chiamato metacomunicativo (p. es. “il mio dirti dove trovare il gatto era amichevole”, oppure “questo è un gioco”)».

 

Bateson e il concetto di Doppio vincolo

Il doppio legame (detto anche doppio vincolo, in originale: double bind)
è un concetto psicologico elaborato da Bateson, e utilizzato in seguito da altri membri della cosiddetta scuola di Paolo Alto, che implica il paradosso e che servirà a bateson a 

spiegare il funzionamento non solo della Mente ma anche della comunicazione e della Natura stessa dei fenomeni.

Bateson: “il <>, che è fondamentale nell’ eziologia della nostra ipotesi, può essere ora descritto concisamente dicendo che è l’esperienza di venir punito proprio per essere nel giusto circa l’interpretazione del contesto.
La nostra ipotesi prevede che la ripetizione di tale esperienza di punizione in sequenze di questo tipo porti l’individuo a comportarsi abitualmente come se si aspettasse tale punizione.”

  

 

L’approccio Sistemico Relazionale nasce da un modello di azione che risale agli anni ‘50 e fa capo al gruppo di Palo Alto, che si occupò di terapia familiare e terapia relazionale.
Negli anni del dopoguerra si accese negli Stati Uniti l’interesse per la famiglia e i problemi legati al contesto familiare.

Il gruppo di Palo Alto propone per primo questo approccio innovativo terapico e nasce con radici molto diverse, una figura chiave è Bateson.
Bateson si forma come antropologo e, frequentando diversi congressi sulla Tecnologia e Cibernetica nascente, comincia a far avanzare l’idea che potessero esistere anche “sistemi” diversi, da quelli che descriveva l’approccio psicanalitico freudiano - SISTEMI CHIUSI - Teoria delle pulsioni. Bateson per primo introduce l’idea che l’uomo è un SISTEMA APERTO

 

Usiamo il termine regolazione facendo riferimento ai meccanismi di funzionamento dei sistemi complessi, per i quali Bateson è ancora una valida guida (Bateson, 1977), che ci dicono quanto ogni cambiamento all’interno di un sistema genera variazioni di cui tenere conto per il mantenimento dell’equilibrio,
garantendo caratteristiche di stabilità, adattamento e apprendimento. Che si tratti di meccanismi di equilibrio è evidente

 

Per Bateson l’uomo è parte dell’universo biologico, connesso e interdipendente e come ogni parte di un Sistema epistemologico e cibernetico può influenzare l’insieme ma non controllarlo.

 

Per Bateson le idee sono interdipendenti, interagiscono, vivono e muoiono. Le idee che muoiono, muoiono perché non si armonizzano con le altre. È un intrico complicato, vivo, che lotta e che collabora, simile a quello che si trova nelle boschi di montagna, composto dagli alberi, dalle varie piante e dagli animali che vivono lì - un'ecologia.
L’Ecologia della Mente risulta essere il tentativo di integrare all’interno di una nuova epistemologia un insieme di fenomeni apparentemente differenti ma strettamente uniti dal punto di vista dell’organizzazione e del funzionamento: il linguaggio, l’apprendimento, l’evoluzione biologica e la vita stessa.
Esistono dei processi evolutivi che permettono al sistema di muoversi in un ambiente che cambia e di nutrirsi della complessità crescente pur mantenendo livelli di organizzazione interna. Sono operazioni circolari che permettono al sistema di auto-riprodursi mantenendo un’unità organizzazionale negli scambi di complessità con l’esterno (Luhmann parla di autoreferenzialità, Morin di organizzazione ricorsiva, Maturana e Varela di autopoiesi, Bateson di struttura strutturante).

 

Bateson è dunque inseito, per esperienza, scelta e sviluppi delle sue teorie, in un nuovo approccio agli studi sull’ambiente vivente.

All’approccio classico si era contrappoosto il paradigma sistemico (Bertalanffy, 1968). Quest’ultimo è nato quando alcuni scienziati, riuniti per affrontare problemi che alla luce della “scienza classica” sembravano irrisolvibili, lanciarono l’idea di  costruire una “nuova scienza” per studiare i sistemi nella loro complessità.

La nascente epistemologia, definita “scienza della complessità”, privilegerà appunto i sistemi nella loro interezza, ricercando soluzioni che si basano sul determinismo non lineare, sulla relazione tra la parte e il tutto, sulla causalità circolare e sul contesto in cui i fenomeni si manifestano.

 

TOTALITA’

Ogni parte di un sistema è in rapporto tale con le parti che lo costituiscono che qualunque cambiamento di una di esse causa un cambiamento in tutte le parti e in tutto il sistema. Ciò si può esprimere anche con il principio di causalità circolare.

 

CAUSALITÀ CIRCOLARE

In un sistema esistono singole parti interagenti e interrelate in modo tale che il cambiamento di una influenza il sistema nel suo complesso. Già Ippocrate diceva: “tutte le parti dell’organismo formano un cerchio. Perciò ogni parte è sia il principio che la fine”. Da qui la cibernetica chiarisce il concetto di “causalità circolare”, secondo cui un dato comportamento- informazione-comunicazione è al tempo stesso stimolo e risposta.

 

NON SOMMATIVITÀ

Un sistema umano non si può far coincidere con la semplice somma delle sue parti.

Il tutto (sistema) è maggiore della somma delle parti: esso è caratterizzato soprattutto dalla sua organizzazione, dal modo in cui le componenti sono in relazione tra loro.

 

EQUIFINALITA’

In un sistema circolare e autoregolantesi i «risultati»

non sono determinati tanto dalle condizioni iniziali quanto dalla natura del processo o dai parametri del sistema. Secondo il principio di equifinalità gli stessi risultati possono avere origini diverse.

L’equifinalità si riferisce, contro la tesi classica secondo cui condizioni iniziali simili conducono a simili effetti, alla possibilità di raggiungere uno stesso stadio finale percorrendo vie differenti.

 

CONCLUSIONE

Gregory Bateson pur essendo figlio del suo tempo, essendosi collegato con le teorie complesse dei sistemi e con la cibernetica, riesce ancor oggi a spiegare alcuni fenomeni non in termini di oggetti o fenomeni, ma di teorie che implicano la connessione, la comunicazione, il feedback ed è per questo motivo largamente studiato e straordinariamente moderno, ritenuto pioniere di scienze fra loro dissimili come la moderna psichiatria, la neurolinguistica e lo studio della comunicazione verbale e paraverbale.